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Il Territorio Abruzzese |
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L'Abruzzo è la terra dei parchi, caratterizzata dalla presenza di tre parchi nazionali e di un parco regionale, decine tra riserve statali e regionali, che insieme costituiscono un formidabile patrimonio naturalistico di interesse europeo. La regione ha una forte vocazione ambientale poiché il suo territorio, costituito per i 2/3 da montagne e per la parte restante, da colline, ha saputo mantenere per grandi tratti un ambiente ancora integro. Soprattutto nelle aree montane la natura è piena protagonista dello spazio. |
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La Montagna |
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Numerose sono le vette che superano abbondantemente i 2000 metri e tra queste le maggiori sono: Corno Grande 2914 m, Monte Amaro 2795 m, Corno Piccolo 2655 m, Monte Gorzano 2458 m, Monte Velino 2487 m, Monte Sirente 2348 m.
La catena
appenninica abruzzese è costituita da una serie di sub-catene minori,
collegate da valli o lunghe e orride incisioni del territorio, spesso di
origine erosiva. Tra queste citiamo la Valle del Sagittario, la valle di
San Venanzio, la valle Subequana, la valle Roveto, tutte
percorribili con spettacolari e tortuose strade.
Un’altra tipologia è costituita dai valloni altomontani, celebri sono quelli della Majella; spesso sono dei veri e propri canyons di origine glaciale dall’incommensurabile valore naturalistico. Tra i maggiori citiamo: l’Orfento, Santo Spirito, Selvaromana, Femmina Morta, Taranta Peligna, (tutte sulla Majella). Sugli altri massicci montuosi sono da citare: il vallone d’Angri, la valle del Voltigno e la valle del Chiarino, sul Gran Sasso; le gole del Salinello sui Monti Gemelli, le gole di Celano sul massiccio del Sirente-Velino; la VaI Fondillo nel Parco Nazionale d’Abruzzo; la valle di Chiarano, nella riserva di Feudo Intramonti. L’ambiente di questi valloni è selvaggio, spesso inaccessibile, ricco di orridi, grotte, balze, dirupi e massi erratici non di rado di dimensioni ciclopiche. A questi tratti aspri e spettacolari spesso si alternano intense e selvagge foreste, dove si ascolta lo scorrere dei torrenti ed il canto degli uccelli, oppure si aprono verdi prati e piccole radure che a volte conducono ad inaspettate praterie d’altitudine.
Altra
caratteristica dell’Appennino abruzzese è la
presenza di numerosi altipiani erbosi, quasi sempre utilizzati come aree
pascolive, soprattutto nel passato. Gli altipiani maggiori sono quelli
di Campo Imperatore,
Gli ambienti rupestri, le vette, costituiscono un ampio mosaico assai variegato di profili alpestri, con una orografia molto complessa ed articolata. Si pensi che solo sulla Majella, si contano circa sessanta vette. Il tratto distintivo è il pendio dolce, le forme modellate, il profilo arrotondato. Sovente le vette assumono un sapore alpino: il versante orientale del Gran Sasso, la Camosciara, il versante orientale del Sirente. Qui imponenti pareti rocciose verticali offrono visioni di carattere dolomitico. Talvolta si tratta di guglie, pinnacoli, monoliti, che si elevano con forme bizzarre dai fianchi tormentati delle montagne; oppure si alzano lunghe pareti irte, Caratterizzate dalla roccia pura. Nelle aree alpestri abbondano i circhi glaciali, le doline, i nevai. Nel gruppo del Gran Sasso, a circa 2700 metri di altitudine, resiste ancora l’unico ghiacciaio di tutta la catena appenninica: il ghiacciaio del Calderone, il più meridionale d’Europa, che assume un enorme valore scientifico nell’ambito degli studi sulle variazioni climatiche. |
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Le Colline |
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La parte orientale della regione è
caratterizzata dalla presenza di una ininterrotta e lunga fascia
collinare, di notevole interesse paesaggistico. Le grandi bastionate
montuose ad ovest ed il mare ad est, delimitano l’area collinare,
così che questa
Il paesaggio è infatti caratterizzato dalla presenza di estesi oliveti e vigneti che conferiscono una nota di colore e di fascino. I colli, talvolta sono alti ed arcigni, talvolta sono caratterizzati da dolci e verdi declivi, oppure hanno pendii adagiati, quasi allungati. Non mancano formazioni calanchifere dovute a fenomeni di erosione. La natura originaria è stata quasi dappertutto soppiantata dalle colture agricole, che tuttavia hanno creato un paesaggio armonico e gradevole. In ogni caso non mancano aree dove si sono conservati piccoli boschi di querce, pioppi, salici e aceri.
Spesso sono stati i contadini a
piantare soprattutto querce o siepi di biancospino, per delimitare
Ogni collina nasconde, oppure mostra un’altra valle, un’altra collina, un borgo, un casale. Diverse sono le oasi e le riserve naturali, dove la natura è protetta. Il bosco di don Venanzio, lungo il fiume Sinello, è un relitto dei grandi boschi che coprivano nel medioevo tutta la regione. Le altre aree protette sono: l’oasi di Serranella, l’oasi del lago di Penne, la riserva dei calanchi di Atri, il parco territoriale attrezzato di Città Sant’Angelo, le sorgenti sulfuree del Lavino. Le stagioni migliori per visitarle, sono sicuramente la primavera, l’autunno e l’estate. |
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Il Mare |
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Se si cercano spiagge sabbiose,
tranquille e rilassanti, oppure lievi insenature e piccoli golfi, l’Abruzzo
ha
Non mancano pinete di pino marittimo, pino romano e pino d’Aleppo, ormai residui della pineta che faceva da corollario alla fascia litoranea. In questa parte di costa, si scorgono di tanto in tanto, lunghi pontili di legno che si affacciano per decine di metri sul mare: sono i trabocchi", utilizzati per la pesca. Molto suggestiva è la visita all’eremo dannunziano", nei pressi di San Vito Chietino, dove il grande poeta scrisse pagine famose. La spiaggia è a volte sabbiosa, a volte ciottolosa, in ogni caso quasi sempre i fondali sono bassi, ideali per la balneazione. |