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Acque e Terme in Abruzzo |
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Acque e Terme in Abruzzo |
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Acque e Terme in Abruzzo |
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Acque e Terme in Abruzzo |
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Il piacere dell’acqua |
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Ad Epidauro, in Grecia, tra il verde di un antico bosco di lecci e roverelle, a fianco della monumentale e risonante cavea del teatro, ancora vive la città -santuario di Asclepio, il dio che incarnava la salute ritrovata attraverso le acque". Intorno alla Fonte sacra, lunghe schiere di portici facevano da corona al tempio del dio. i malati praticavano qui il rito dell’incubazione. Si auguravano che venisse loro in sogno lo stesso Asclepio che avrebbe fornito lumi sulla natura della malattia e sui metodi di cura. Ai sacerdoti l’arduo compito di interpretare i sogni e indicare la terapia, spesso connessa all’uso dell’acqua.
A Roma Asclepio divenne il potente Esculapio e, non a caso, il tempio del dio fu costruito su un lembo di città particolarmente legato all’acqua: l’isola Tiberine. E anche a Roma i sacerdoti del dio stabilivano terapie basate su una giusta igiene personale, sul buon clima, spesso di media ed alta montagna e sull’uso costante di acque ricche di benefici terapeutici. La stessa religione cristiana ha legato i suoi riti più importanti all’acqua che lava e porta via con se, scorrendo, l’impurità e il peccato. Nei santuari più famosi del mondo cristiano l’acqua diventa il prodigioso mezzo di purificazione e guarigione, esemplari le fonti e le piscine di Lourdes. Molti luoghi di culto in Abruzzo sorgono non lontano dalle rive di fiumi e torrenti: le loro acque, secondo la tradizione hanno un forte potere saluti- stico, adatto a risolvere ogni tipo di malanno o carenza. Il santuario-romitaggio di San Venanzio a Raiano (AQ) è costruito ad arco sulla gola del fiume Aterno, sulle sue rive scendono i fedeli a bagnarsi le parti del corpo colpite da reumatismi ed artriti. Acqua bevono le mamme senza latte che pregano Sant’Agnese, Santa Scolastica e Sant’Agata e con essa si aspergono in cerca di fertilità le donne che, ancor oggi, visitano chiese campestri e tradizionali fontane dedicate alla Sante. Gli agricoltori delle valli che visitavano l’Eremo di San Bartolomeo di Legio a Roccamorice, portavano giù dalla montagna un po’ dell’acqua che sgorga dalla sorgente vicina alla dimora del Santo: serviva ad aspergere le viti e scongiurarne la malattia più pericolosa, la peronospera. L’Abruzzo è una terra ricca di sorgenti di acque prodigiose e di notevole effetto terapeutico: acque che posseggono una alta concentrazione di minerali, tra le più qualificate le salse, le arsenicali, le ferruginose, le bicarbonate, le solfate e le sulfuree. Sono naturalmente presenti le acque mediominerali, dove la concentrazione di sali è equilibrata; ed, infine, le oligominerali, che difettano di sali, particolarmente indicate in alcune patologie. Nei primi anni del 1800 appassionati ricercatori analizzarono e catalogarono le migliori acque abruzzesi, rendendole note tramite pubblicazioni scientifiche. "Il Gran Sasso d'Italia - Opera periodica di scienze naturali ed economiche", in un articolo del 1839, dedica attenzione ‘ad una terra singolare...una terra bianchissima che a guisa di argilla s’impregna d’acqua" e ad "una sorgente solforosa sul declivio del monte" che domina un antico paese d’Abruzzo, Civitella Casanova, che deve il suo nome alla più importante delle cinque abazie cistercensi sorte nella nostra regione ed oggi ridotta in rovina. Già nel 1828 il prof Covelli dell’Università di Napoli, al quale si devono studi accurati e appassionati sulle migliori acque terapeutiche della regione, aveva riscoperta le virtù medicamentose dell’acqua "ventina", un’acqua dalle caratteristiche di estrema rarità, che sgorgava alle falde delle tre colline, le ‘pinne", su cui sorse la città di Penne. L’antica fama delle terme cittadine, così famose in epoca romana da essere citate nel De Architectura di Vitruvio, tornò alla luce dopo secoli e sul piccolo pianoro poco distante dall’abitato, in un ‘oasi di pace e di verde, fu costruita una fonte di singolare attrattiva, oggi purtroppo inutilizzabile. Un trattato esauriente su quelle acque lo compilò, nel 1833, Vincenzo Gentile, medico pennese, che ne evidenziò la ricca composizione e il notevole contenuto di nitrato di calce, magnesio e potassa, tanto da essere ritenute superiori ad acque più famose di terme alla moda, da Chianciano a San Pellegrino alla stessa Vichy. L’acqua ‘ventina et virium" che deve la sua secolare denominazione ai termini latini che vanno tradotti in ‘frequentata e tonificante’ in ossequio alla considerazione in cui lii tenuta per un lungo passato, proviene dalle montagne che fanno corona al Gran Sasso, passando sotto l’alveo del fiume Tavo sgorga ancora dopo secoli e una corretta sistemazione potrebbe restituirla alla fortuna d’un tempo. Ogni bel paese d’Abruzzo può vantare ‘acque miracolose ’ utilizzate fin dall’antichità non solo a scopi terapeutici. Lungo la strada che collega Raiano a Vittorito, in provincia de L’Aquila, una sorgente di acqua sulfurea che faceva girare la ruota di un mulino, era utilizzata per i benefici effetti sui tessuti cutanei ed anche come ottimo sbiancante per le fibre di canapa e di lino, lasciate a macerare, poi battute con rudimentali ma efficaci strumenti e ridotte ad una arruffata massa filamentosa da torcere in un lungo filo da tessere nei telai di legno casalinghi. Il benessere e la salute dell’uomo sono l’obbiettivo secolare delle buone acque abruzzesi e in tre famose località soprattutto: Caramanico, Popoli e Canistro, sedi di Terme ben organizzate e all’avanguardia in campo terapeutico. |
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CARAMANICO |
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Caramanico si stende sull’acclivio d’uno sperone che scendendo dal Monte Amaro, la cima più rilevante della Maiella, separa come un cuneo il letto del fiume Orte dalla profonda valle di erosione dell’Orfento.
La sorgente "La Salute "L’acqua salsobromoiodica di Caramanico è la più conosciuta d’Italia per il suo contenuto di idrogeno solforato. La sorgente, denominata La Salute, sgorga copiosa nelle grotte di Santa Croce, appena discoste dal centro abitato, captata e convogliata verso lo stabilimento termale. L’inaugurazione delle Terme di Caramanico avvenne il 4 agosto 1901, benchè da molti secoli l’efficacia terapeutica delle acque fosse ben nota anche in paesi lontani. Si pensò ad uno sfruttamento dopo le approfondite analisi chimiche effettuate da professori dell’Università di Napoli che rilevarono una forte percentuale di acido solfidrico, molto rara in stazioni termali italiane e straniere. L'acqua è ricca di cloruri, sali calcarei, di solfati e metalli in giusta combinazione. Sgorga a 30° nella quantità di 260 ettolitri al giorno da un calcare marnoso stratificato. Viene usata a varie temperature per bevande, bagni, inalazioni e deposito per fangature. A circa 300 m. dal paese, sgorga un’acqua minerale, clorurato sodica fredda, dalle indiscusse proprietà diuretiche.
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POPOLI |
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Popoli, città delle acque, sorge all’ingresso delle "gole dei
Tremonti", una profonda incisione che separa le ultime propaggini dei
due massicci abruzzesi, la Maiella e il Gran Sasso, e che, percorsa dal
fiume Pescara, mette in comunicazione la Conca Peligna e l’Aquilano con
la provincia pescarese. Nei pressi della città, l’Aterno, il più lungo
dei fiumi abruzzesi, si unisce al Pescara, nato da copiose polle sorgive
nei dintorni dell’abitato, inglobate nel 1986 nella Riserva
Altri due corsi d’acqua lambiscono i quartieri cittadini, il Giardino e il San Callisto dando luogo ad effetti scenografici e climatici di grande interesse. L’insediamento è molto antico: qui esercitarono il loro potere i vescovi di Valva. La rocca dei Cantelmo, che negli ultimi tempi è stata restaurata e consolidata, domina la collina boscosa, alle cui pendici la cittadina offre scorci suggestivi di paesaggio e monumenti notevoli, dalla chiesa di San Francesco, del ‘400, alla Taverna Ducale o Taverna Vecchia, un interessante esempio di architettura civile in Abruzzo, fatta costruire da Giovanni Cantelmo, alla metà del 1300, come magazzino di raccolta e vendita di tutte le decime dei prodotti agricoli provenienti dal feudo, e che in seguito fu trasformata in locanda con annesso cambio dei cavalli. Le acque medicamentose di Popoli famose insieme a quelle di Raiano e Corfinio fin dall’antichità, furono captate e sfruttate a tini terapeutici intorno all’anno 1870, quando si dette l’avvio alla costruzione di uno "stabilimento termale" che utilizzava l’ottima acqua sulfurea del luogo. Di fronte all’edificio delle ‘vecchie terme", che presto sarà sistemato seppur con funzioni diverse dal passato, al di là del fiume Pescara, sorge il nuovo complesso delle Terme di Popoli, uno stabilimento all’avanguardia, aperto tutto l’anno, che utilizza le acque di ottimo grado solfidrometrico per la cura di patologie di ambito artroreumatologico, otorinolarigoiatrico, pneumologico, dermatologico e ginecologico. Attualmente sono attive 100 postazioni singole per terapie inalatorie o irrigative di pertinenza O.R.L. (inalazioni, humages, areosol, docce nasali, ventilazioni polmonari,), 12 cabine per fangature, 4 box per irrigazioni vaginali, 4 box per insufflazioni tubo-timpaniche e, a supporto di vari tipi di riabilitazione, percorsi idrovascolari, reparto di terapia fisica, box di massaggio e vasche idromassaggio, palestra attrezzata.
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CANISTRO |
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Canistro (831 m slm), immersa in un incantevole paesaggio di boschi, pascoli ed acque, è affacciata sulla Valle Roveto che occupa il corso superiore del fiume Liri, nato dal monte Arunzo presso Petrella. Il paese, circondato da cime boscose, meta di interessanti ascensioni, quali il Verbetta e il monte Bello, è rinomato per le sue acque oligominerali, utilizzate a scopi terapeutici anche dagli antichi romani che, a testimonianza di tanto interesse, lasciarono scorte di anfore presso l’attuale sorgente denominata Fiuggino, situata sul versante nord del colle Capranica, a 730 m di altitudine. L’assonanza con la fonte più famosa è evidente, come pari il potere terapeutico delle acque. L'acqua oligominerale di Canistro è disintossicante, ottima nella cura delle malattie biliari, del sistema nervoso e circolatorio, nelle calcolosi renali, biliari e nelle cistiti. L’acqua può essere bevuta a tutte le età ed usata positivamente nelle affezioni dermatologiche, nel trattamento della gotta, nella lotta al tabagismo e come valido aiuto in campo dermatologico.
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